L’obesità Si Può Curare?

Fattori metabolici e sistemici che promuovono la.. «Si parla di pre-ipertensione quando la pressione sistolica (la “massima”) è compresa tra 120 e 139 mmHg e la diastolica (la “minima”) tra 80 e 89 mmHg» spiegano sul loro sito web gli esperti della European Society of Cardiology che hanno ripreso la notizia. La SIIA riprende e elabora quanto già precedentemente esposto da altre Società scientifiche internazionali (International Society of Hypertension, European Society of Hypertension, Council of Hypertension of the European Society of Cardiology, Canadian Cardiovascular Society and the Canadian Heart Failure Society). È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Circulation da un gruppo di esperti guidati da Andrew Smyth, del Population health research center alla McMaster University, in Canada. Lo dicono gli esperti statunitensi dei Centers for disease control and prevention (Cdc) riferendosi alla situazione d’oltreoceano, che non differisce molto da quella descritta per l’Italia dagli esperti di Epicentro, il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute.

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10 tisane snellenti e diuretiche - greenMe Tra i fattori di rischio che aumentano all’aumentare del grasso addominale i ricercatori statunitensi hanno osservato ipertensione, aumento dei livelli di trigliceridi e sindrome metabolica, una combinazione di caratteristiche tra le quali anche il girovita e i livelli di glucosio e di colesterolo HDL, quello “buono”. Nello studio, i ricercatori norvegesi hanno analizzato i dati di oltre 7mila persone nate tra il 1953 e il 1957 che avevano preso parte allo studio Norwegian hordaland health study e per i quali era stato effettuato un check up fisico (peso, altezza, pressione sanguigna ed esami del sangue) e anche una valutazione del livello di ansia relativa alla salute. A livello fisiologico, aumenta la concentrazione plasmatica di adrenalina e l’attività dei nervi simpatici che controllano la muscolatura, che a loro volta fanno aumentare sia la pressione arteriosa media sia la quantità di adrenalina nel circolo periferico. Tuttavia, se associata ad un pasto ricco di fibre che riducono l’assorbimento degli zuccheri, si possono consumare 200 gr di anguria una volta a settimana. Non è la prima volta che gli scienziati esaltano le proprietà dei flavonoli, composti di origine vegetale (appartenenti alla classe dei flavonoidi) dalle proprietà vasodilatatorie; finora, tuttavia, le indagini condotte in materia sembravano dare esiti contradditori.

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Il ferro non-eme, prevalentemente presente negli alimenti di origine vegetale, veniva assunto dalla popolazione giapponese e cinese principalmente con verdure e legumi, mentre da inglesi e americani con cereali e pane. Gli stessi pazienti, in ordine casuale, hanno assunto un placebo inattivo, cioè privo di tripeptidi. «Le persone coinvolte nello studio hanno assunto supplementi a base di magnesio in dosi variabili tra 240 a 960 mg al giorno» dice l’autore, precisando che molti dei soggetti coinvolti nelle ricerche raggiungevano o addirittura superavano i livelli di magnesio raccomandati dalle linee guida statunitensi. E proprio la misura della circonferenza vita è diventata particolarmente importante tra i fattori di rischio cardiovascolari e metabolici: tradizionalmente per le donne si raccomanda di mantenerla al di sotto degli 88 cm e per gli uomini al di sotto dei 102 cm, anche se nuove ricerche indicano soglie un po’ più basse. «Esistono diverse tipologie di grasso che si accumulano a livello del girovita, uno immediatamente sotto la cute e uno più profondo» esordisce Caroline Fox, del National Heart, Lung, and Blood Institute di Framingham e coordinatrice della ricerca, che assieme ai colleghi ha condotto uno studio per comprendere quanto i cambiamenti nel tessuto adiposo addominale fossero associati a cambiamenti nei fattori di rischio cardiovascolari.

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National institute of child health and human development (Usa), coordinatrice della ricerca, precisando che il ruolo dell’alimentazione sulla progressione dell’ipertensione in queste donne non è ancora ben noto. «Camminare è un’attività semplice, economica e alla portata di tutti e la salute di cuore e vasi migliora anche se si decide semplicemente di fare una passeggiata senza meta» commenta Stacey Rosen, del The Katz Institute for women’s health, di New Hyde Park. Cosa hanno a che fare le patate e la pressione sanguigna? Sono 12 milioni gli italiani che soffrono di pressione alta, ma altri 3-4 milioni sono malati senza saperlo. Gli autori hanno, infatti, osservato che HDL-C pi alto e non-HDL-C più basso erano indipendentemente associati a una minore mortalità per cardiopatie ischemiche.Le conclusioni raggiunte non vogliono togliere valore alla terapia con statine, che in molti e ampi studi hanno dimostrato di ridurre sostanzialmente l’incidenza di ictus e infarti. «Questi due studi sottolineano che un buon piano urbanistico può avere un’influenza positiva sulla salute della popolazione» afferma Russell Luepker, professore di epidemiologia e salute pubblica alla University of Minnesota school of public health di Minneapoli, «in effetti anche un gesto semplice come camminare per andare a fare la spesa o andare al lavoro con l’autobus può fare la differenza se diventa un’abitudine».

Ovviamente non è necessario camminare o muoversi verso una destinazione ben precisa per ottenere un beneficio sulla salute. Ipertensione stanchezza . Verso metà cottura va versato il succo di un’arancia filtratto e terminato la cottura con altro brodo vegetale, una volta cotto il riso aggiungete della curcuma in polvere e della buccia d’arancia. Una volta che avete preparato il vostro mix di erbe prendetene un cucchiaio e mettetelo in un pentolino di acqua bollente, lasciate sobbollire per 2 o 3 minuti poi spegnete il fuoco e lasciate in infusione per altri 10 minuti, quindi filtrate e bevete. La prognosi, una volta trattata la fase acuta, dipende dalla situazione respiratoria all’origine dell’insufficienza. La buona notizia è che abitudini corrette e salutari nella vita di tutti i giorni possono fare la differenza, anche perché più del 90 per cento dei casi di ipertensione è legato a cattiva alimentazione, scarsa attività fisica e sovrappeso, oltre che all’abitudine al fumo che può peggiorare la situazione. «La situazione è sicuramente migliorata rispetto al passato, ma resta ancora molto lavoro da fare» spiega Patrick O’Gara del Brigham and women’s Hospital di Boston, ricordando che la percentuale di ipertesi che non riesce a raggiungere e mantenere valori di pressione normali è scesa dal 68 per cento del 1999 al 47 per cento di oggi.

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Home / Salute oggi / Notizie e aggiornamenti / La pressione è ancora troppo alta. Home / Salute oggi / Notizie e aggiornamenti / Dieta o sport? «La perdita di peso che deriva da un aumento dell’attività fisica o da un regime alimentare controllato porta benefici certi al cuore e le due strategie hanno vantaggi per la salute indipendenti dal calo di peso» esordisce l’autore, che assieme ai colleghi ha cercato di capire se i vantaggi di una strategia combinata fatta sia di esercizio che di dieta fosse migliore per il cuore di una basata solo su attività fisica o solo su modifiche alimentari. «Sono dati interessanti soprattutto perché ottenuti in un contesto così ampio, ma che devono essere letti con attenzione e ai quali deve essere dato il giusto peso» mette in guardia Barry Jacobs, portavoce della American heart association, ricordando che lo studio non dimostra un rapporto causa-effetto tra picchi di rabbia o attività fisica e rischio di infarto.

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«Sono diversi per ogni paziente, dipendono dall’età e dalla presenza di altre patologie. E a conti fatti i ricercatori, dopo aver tenuto conto di alcuni fattori che potrebbero influenzare il rischio di sviluppare ipertensione come per esempio il peso corporeo, hanno scoperto che maggiore è l’aderenza a una dieta sana, minore è il rischio di avere una pressione troppo alta a un certo punto della vita. «Per invogliare le persone a misurare la pressione con una frequenza maggiore è inoltre fondamentale che i medici si facciano aiutare anche da altro personale sanitario, per esempio gli infermieri, per aumentare i luoghi e le occasioni per sottoporsi alla misurazione» conclude l’esperto. Solo la metà delle persone che soffrono di pressione troppo alta riesce a tenere i valori sotto controllo. Per essere considerata nella norma, la pressione arteriosa deve rimanere al di sotto dei 120 mmHg (millimetri di mercurio) per la “massima” – quella che i medici chiamano sistolica – e di 80 mmHg per la “minima” – indicata come diastolica. Che l’eccesso di tessuto adiposo fosse un rischio per la salute non è una novità.

Per ridurre il proprio rischio cardiovascolare le persone di mezza età possono scegliere di dedicarsi a un programma di attività fisica, alla dieta o a entrambi. Fissare la sveglia di buon mattino significa anche un po’ questo: ritagliarsi un’oasi di pace e tranquillità da dedicare solo al relax o alle passioni personali, proprio quelli che mettiamo sempre in secondo piano! Presa al mattino e a digiuno, migliora la salute dello stomaco e previene disturbi quali stitichezza e nausea. Spingendo la popolazione a mantenere nella norma i livelli dei sette fattori, gli esperti puntano a raggiungere gli obiettivi di migliorare entro il 2020 la salute cardiovascolare del 20 per cento e di ridurre i decessi per malattie cardiovascolari e ictus della stessa percentuale. Nel 99 per cento dei casi in assenza di soffio non c’è malattia. La Fibrillazione Atriale è responsabile del 20% dei casi di ICTUS ed è quindi la causa principale di questa complicanza vascolare. La grande ricchezza in fibre aiuta invece a tenere a bada il colesterolo cattivo responsabile della comparsa di problemi di tipo cardiovascolare.

E dopo aver analizzato i livelli di colesterolo “cattivo” (Ldl) delle persone coinvolte e aver identificato eventuali malattie cardiache in giovane età – prima dei 55 anni per gli uomini e prima dei 60 per le donne – gli autori sono giunti alla conclusione che l’ipercolesterolemia familiare è presente in circa 1 persona su 250 e non in 1 su 500 come si è soliti pensare oltre oceano. Le mandorle, oltre ad avere un buon contenuto di vitamina E, sono ricche di calcio, quindi rinforzano l’apparato osteo-articolare e di acidi grassi polinsaturi, che aiutano nella riduzione del colesterolo cattivo nel sangue. Per questo motivo la riduzione del consumo di sale deve rappresentare uno dei cardini di chi vuole seguire una dieta sana.

Il colesterolo si può tenere sotto controllo seguendo una dieta equilibrata e riducendo alimenti che ne sono ricchi, come il burro, il latte intero, i salumi, i formaggi grassi (ad esempio il brie, il camembert, l’edam e la fontina). Jash, Journal of the American Society of Hypertension è stato realizzato dall’Unità operativa di Ipertensione dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, guidata da Giuseppe Crippa, e dall’Istituto di Scienze degli alimenti della nutrizione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Ipertensione calo vista . I ricercatori italiani hanno condotto uno studio clinico controllato con placebo in pazienti ipertesi, con lo stesso protocollo che si usa per testare l’efficacia dei farmaci (procedura rarissima per gli alimenti), metodologia che dà risultati altamente attendibili e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale. Per raggiungere il loro obiettivo, i ricercatori statunitensi hanno coinvolto nella loro ricerca 1.106 persone che avevano preso parte al Framingham heart study, un grande studio ormai arrivato alla terza generazione di partecipanti, dal quale sono già emerse e continuano a emergere informazioni preziose sulla salute di cuore e vasi e sui fattori di rischio cardiovascolari. Nello studio recente, Fox e colleghi hanno seguito per circa 6 anni i partecipanti, che avevano un’età media di 45 anni all’inizio della ricerca, valutando i risultati della tomografia computerizzata con la quale è stato possibile analizzare in dettaglio i cambiamenti nella qualità e nella quantità di tessuto adiposo.

«Per un mese un insegnante ha mostrato ai partecipanti cosa fare durante l’ora di yoga e in seguito ciascuno ha proseguito al proprio domicilio» precisano gli autori che dopo tre mesi hanno potuto constatare come l’ora di yoga abbia fatto la differenza in termini di riduzione della pressione. «Chi si trova nella fascia di pressione definita di pre-ipertensione ha molte probabilità di sviluppare in seguito ipertensione vera e propria se non modifica il proprio stile di vita» esordisce Ashutosh Angrish, cardiologo al Sir Gangaram Hospital in Delhi, India, e autore di uno studio sull’argomento presentato al 68° Congresso annuale della Cardiological society of india (Csi). In particolare lo studio canadese ha messo in luce che la probabilità di avere ipertensione è più bassa se l’ambiente in cui si vive è disegnato in modo da incoraggiare gli spostamenti a piedi per andare per svolgere le mansioni quotidiane, come fare la spesa o andare in banca.

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«L’ipercolesterolemia familiare aumenta in modo significativo il rischio di un attacco di cuore in giovane età» spiega l’autrice che assieme ai colleghi ha analizzato i dati di circa 37mila uomini e donne statunitensi per fare chiarezza sui numeri di questa condizione. Mentre nella donna un allenamento aerobico moderato sembra avere effetti positivi sui livelli di progesterone. Infine gli effetti indesiderati sono stati più frequenti nel caso della RMN, ma lievi, quelli più severi, ma rari, con l’angiografia con contrasto. Del resto, come fanno notare gli autori, moltissime persone affrontano queste situazioni emotive o fisiche quotidianamente senza cadere poi vittime di un infarto. «Ricordiamoci poi che, sempre facendo attenzione a non eccedere con le porzioni, le patate possono essere consumate in modo più sano per esempio preparando la purea con olio di oliva o latte scremato» ricordano gli autori. Il primo passo nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 è rappresentato dalla correzione dello stile di vita con particolare attenzione a dieta (povera di zuccheri semplici e grassi), esercizio fisico e riduzione del peso. Alcuni accorgimenti come la riduzione del sale da cucina fin da bambini, il mantenersi normo-peso anche svolgendo regolare attività fisica sono comportamenti virtuosi e premianti nel tempo, soprattutto in termini di rischio cardiovascolare globale.

Anche un picco di rabbia o una sessione di esercizio fisico particolarmente intenso possono avere conseguenze negative su cuore e vasi aumentando il rischio di infarto. L’Ipertensione Arteriosa è molto pericolosa, perché una Pressione costantemente troppo alta danneggia i vasi sanguigni e sovraccarica il miocardio (muscolo cardiaco). E nonostante l’assunzione di magnesio fosse in molti casi già sufficiente, l’aggiunta di magnesio ha comunque portato a una piccola ma significativa riduzione della pressione sanguigna: meno 2 mmHg (millimetri di mercurio, l’unità di misura utilizzata per la pressione) per la massima e 1,78 mmHg per la minima con una assunzione quotidiana di 368 mg di magnesio. Nei casi acuti, invece, il ventricolo non ha il tempo di adattarsi e i sintomi insorgono in maniera grave e improvvisa.

Nello studio giapponese, invece, minori probabilità di ipertensione, diabete e sovrappeso sono state osservate nelle persone che utilizzavano autobus e altri trasporti pubblici per andare al lavoro. Malattie cardiovascolariSono causate dalla nicotina e dal monossido di carbonio, che compromettono l’ossigenazione dei tessuti, aumentando le probabilità che si sviluppino patologie a carico delle coronarie (angina, infarto del miocardio), aterosclerosi dell’aorta (aneurisma) e arterite agli arti inferiori. Pressione alta sintomi giramenti di testa . «Ci aspettavamo che la combinazione di dieta ed esercizio portasse benefici maggiori in termini cardiovascolari, ma i risultati suggeriscono che l’entità del beneficio dipende dalla riduzione di peso e non da come la si ottiene» afferma l’esperto commentando i risultati dello studio. «A conti fatti questi cambiamenti si traducono in una riduzione dal 46 per cento al 36 per cento del rischio di malattie cardiovascolari nel corso della vita» dice Weiss. Sicuramente la pressione sanguigna elevata è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari: ictus, infarto del miocardio, problemi circolatori, sono solo alcune delle patologie che dipendono strettamente dai livelli di pressione sanguigna tanto che diminuire di 10 mmHg nella pressione massima e di 5 mmHg nella minima diminuiscono il rischio di ictus del 40 per cento e quello di infarto o altre malattie coronariche anche del 25 per cento.

«In media abbiamo assistito a un aumento della quantità di grasso addominale sia profondo sia sottocutaneo» afferma Fox che poi prosegue: «E a conti fatti abbiamo notato un’associazione più forte tra aumento dei fattori di rischio cardiovascolare e tessuto adiposo profondo e con densità minore». «E non è semplice convincere una persona che crede di stare bene a prendere uno o due farmaci al giorno» aggiunge. «Questo dato è valido in tutte le regioni del mondo, per tutte le persone analizzate, indipendentemente dal genere e dall’età» precisa Smyth, che poi aggiunge: «E se gli eccessi di rabbia e di attività fisica sono contemporanei, il rischio è ancora più alto». «Le patate sono parte integrante dell’alimentazione degli statunitensi, ma il legame tra il consumo di questo alimento e i livelli di pressione sanguigna non è ancora stato studiato nel dettaglio» esordisce Lea Borgi, del Brigham and women’s hospital di Boston, prima firma dell’articolo, che assieme ai colleghi ha valutato l’effetto del consumo di patate sulla pressione sanguigna di oltre 187mila uomini e donne. «Il rischio di malattie cardiache ischemiche come infarto e angina è influenzato dallo stile di vita e alcuni studi mostrano che anche l’ansia è associata a un aumento di tale rischio» spiega l’autrice che assieme ai colleghi ha valutato l’effetto di un particolare tipo di ansia, quello legato alla salute, sullo sviluppo di malattie cardiache ischemiche.